domenica 26 aprile 2009

Lo sport sul web

La mia tesi, dunque, è questa: non esistono "giornali on-line" ma esistono i "web-giornali". Provo a spiegarla meglio con un esempio: i siti sportivi.

Il quotidiano sportivo italiano più popolare, la Gazzetta, ha ovviamente il suo sito personale, ovvero la sua versione on-line (http://www.gazzetta.it/index.shtml?refresh_ce). Come ho già sostenuto, visitare questo sito non equivale a sfogliare le pagine della "rosea" originale. Questo è particolarmente evidente soprattutto se si pensa ad una normale domenica calcistica: dopo le partite, il sito web viene immediatamente aggiornato con risultati e commenti, poichè un numero elevatissimo di visitatori (che si è fatto una gita fuori porta nel pomeriggio) è interessato ad avere subito le notizie della giornata, e non intende certo aspettare la mattina del lunedi.

Il sito della Gazzetta non è in fondo diverso da altri siti sportivi. Alcuni di questi fanno riferimento a una redazione televisiva, come ad esempio http://www.sportmediaset.it/?refresh_ce, che sarebbe praticamente la versione web di "Studio Sport". Altri siti non hanno niente a che fare con altri media (ad esempio la sezione sport di Virgilio). Il fatto che questi (e molti altri) portali sportivi siano praticamente uguali fra loro ci fa capire che questo deriva solo dalla loro piattaforma comune. Se non fosse per il fatto che le pagine di gazzetta.it hanno le rifiniture rosa e che sportmediaset.it parla molto di motomondiale (su cui punta molto la rete Italia 1), nessuno si accorgerebbe che questi portali derivano da un altro organo di informazione.

Non è necessario essere dei malati di calcio per accorgersi che tutti i media tornano utili per informarsi in maniera diversa.

Un tifoso si può guardare la partita della sua squadra del cuore in Tv. Ma se è in viaggio, approfitterà della radio per seguire il corso del match. Alla fine dell'incontro, se per esempio è un giocatore di fantacalcio, vorrà sicuramente saperne di più su tutte le gare della giornata e quindi accenderà il pc e spulcerà i tabellini delle varie partite. La sera, naturalmente, imperdibile dibattito nelle diverse trasmissioni Tv tra giornalisti e protagonisti della domenica. Il giorno dopo, infine, ognuno potrà leggersi con tutta calma e ovunque si trovi (senza dover avere nessuno strumento elettronico) il suo giornale sportivo preferito e apprendere tutte le dichiarazioni di allenatori, giocatori e presidenti.

Come direbbe Mourinho: "Siii... Questa è mia personale opinione..."

mercoledì 22 aprile 2009

Non esistono giornali "on-line"

Da quando è arrivato il fantasma di Internet sulla scena mondiale e i quotidiani hanno creato le loro prime versioni on-line, si è scatenato il panico: per molti sembra inevitabile che il classico quotidiano cartaceo venga sostituito dalla sua forma digitalizzata. L'evoluzione tecnologica viene vista spesso come un maligno processo irreversibile che spazza via tutto quello che trova sulla sua strada.

Il punto è che i cosiddetti "giornali on-line" non sono dei veri e propri giornali e quindi questa definizione, secondo me, non ha molto senso. La storia ci insegna che il giornalismo è nato grazie alla grande invenzione di Gutenberg. Quando la radio e la tv hanno cominciato a trasmettere i propri notiziari, caratteristici del proprio medium, questi sono stati denominati rispettivamente radio-giornali e tele-giornali. Sarebbe quindi più corretto chiamare le pagine web dei quotidiani con il termine "web-giornali". Questi sono sicuramente un prodotto diverso con le proprie peculiarità.

Io stesso sfoglio abitualmente le pagine di quotidiani nazionali come il Corriere e quotidiani sportivi come la Gazzetta e poi magari nello stesso giorno navigo anche nella loro versione web. Ma non mi sento un idiota, non reputo di fare due volte la stessa cosa, perdendo tempo a dedicarmi praticamente più volte alla stessa attività.

Ogni mezzo di comunicazione ha le sue particolarità. Ad esempio, non penso si potrà mai sostituire facilmente la comodità di cambiare la pagina di una rivista quando l'argomento non è di nostro interesse. Chiudere la finestra di un browser o aprire altre schede non è facile e immediato come sfogliare con le dite delle pagine. Ovviamente Sul web ci saranno invece molti altri vantaggi: la multimedialità e la possibilità di interagire con dei sondaggi, per esempio.

Ecco, dunque, perchè il prototipo storico del giornale non verrà mai rimpiazzato completamente. Del resto, senza giornali, mi spiegate con che cosa potremmo avvolgere in futuro il nostro pesce? Con il tappetino del mouse?

domenica 19 aprile 2009

Su Facebook siamo immortali?

C'è una domanda che mi turba da un po' di tempo: cosa succede ai profili su Facebook delle persone che nella vita reale sono morte? Spero che non sia una domanda troppo macabra e di non essere gravemente malato. Voi che dite? Ho scoperto grazie a Google di non essere assolutamente il primo a farmi certi problemi, e questo mi ha sicuramente consolato. Fra i tanti blog che si sono occupati della faccenda ho letto questo post, uno dei più recenti ed interessanti. Non sono ancora riuscito però a scoprire cosa succede dunque alle pagine delle persone decedute. Qualcuno è in grado di dirmelo? (Spero non per esperienza personale)

Ho scoperto in compenso che esiste la possibilità di compilare un testamento digitale per lasciare per iscritto le nostre volontà riguardo ai nostri dati personali sparsi in giro per il web, tra social network, blog, ecc...

venerdì 17 aprile 2009

Le vignette incriminate



Penso che sia importante andare a riguardarsi quello che è andato in onda prima di prendere una posizione in merito a questa spinosa questione. Si rischia altrimenti di schierarsi per una questione di "fede" ideologica.

mercoledì 15 aprile 2009

Un euro per il terremoto?

Voglio segnalarvi un pezzo molto interessante di Giacomo Di Girolamo, riportato anche da Sofri nel suo blog Wittgenstein.

Credo che sia un altro buon esempio di come internet (in questo caso Facebook) riesca a volte a far emergere una coraggiosa voce fuori dal coro. Probabilmente questo pensiero rimarrà confinato all'interno del web, ma è già qualcosa.

venerdì 10 aprile 2009

Il terremoto e i media

Un evento tragico come il terremoto in Abruzzo ci dà lo spunto per osservare come i media hanno trattato questa tragedia. Va detto che il comportamento dei giornalisti è stato ritenuto in questi giorni (ed io concordo) quasi impeccabile, nonostante l'episodio dell'infastidito presidente Napolitano.

Naturalmente quando capitano questi disastri i quotidiani sono il mezzo di informazione meno adatto per avere notizie fresche e aggiornate. In questo caso, in particolare, la scossa è avvenuta durante la notte e i giornali sono usciti il giorno dopo senza poter riportare nulla a riguardo. Si è dovuto aspettare martedi per poter vedere le foto delle case distrutte, che non hanno lo stesso impatto di un filmato.

Il pubblico ha potuto seguire sicuramente più da vicino le vicende abruzzesi accendendo la tv: il palinsesto di tutte le emittenti è stato stravolto per molti giorni ed ogni trasmissione si è occupata del fatto. Ovviamente le telecamere possono condurre lo spettatore sul luogo e trasmettere in diretta il dolore dei terremotati. Gli ascolti sono stati infatti altissimi e ha suscitato molte reazioni la decisione del tg1 di comunicare questo boom nei dati auditel.

Per quanto riguarda il web, invece, bisogna dire che internet ha una grande potenzialità che gli altri media non hanno: ha la possibilità di far sentire la voce della popolazione. Solo sulla rete noi possiamo interagire, fare commenti, rispondere. Questo è il luogo in cui si è potuto constatare la solidarietà degli italiani e la loro reazione.
Inoltre, come al solito, solo sul web trovano spazio le critiche agli altri media, come per il caso gia citato del tg1 oppure per l'ennesima gaffe del Premier Berlusconi, riportata solo all'estero.

Tutto questo, secondo me, testimonia che il panorama dei mass media è interessante perchè è vario, e in futuro potrebbe molto probabilmente rimanere tale, in un auspicabile contesto di collaborazione fra i media e di integrazione fra i vari mezzi di infomazione.

sabato 4 aprile 2009

Google corteggia Twitter

Il sito TechCrunch riporta una clamorosa notizia per il mondo del web: Google ha messo gli occhi su Twitter. Il colosso di Mountain View vuole acquistare il servizio di microblogging, che attraversa una fase di notevole crescita. Tutto ciò non sorprende, poichè farebbe gola a chiunque un sito così popolare che garantisce sicuri guadagni per il futuro. Sembra che Twitter sia molto interessata alle proposte ricevute e che potrebbe davvero essere fagocitata da Google. Stiamo a vedere cosa accade.