Quando Chris Anderson coniò nel 2004 il termine "coda lunga" (long tail), il fascino della sua filosofia suscitò grande interesse. Il capo-redattore di Wired ha proposto con un articolo sulla sua rivista una teoria, che è in pratica la correzione della storico principio di Pareto dell'80/20, aggiornato all'epoca del web. Il suo insegnamento ha fatto scuola ed è applicabile e riscontrabile in diversi campi. Ma se verifichiamo le sue idee nella delicata questione della sostenibilità economica di internet, secondo molti il sistema scricchiola ed entra in crisi.Il problema è che la rete dà una possibilità praticamente infinita di creazione di pagine, siti e contenuti. Questo ovviamente grazie ai ridicoli costi informatici e allo spazio illimitato di Internet, fattori che distinguono questo moderno media dai classici predecessori. Tv e radio hanno infatti un numero limitato di frequenze, mentre l'estensione del web (ovvero l'esagerata lunghezza della coda) è al tempo stesso punto forte e punto debole, croce e delizia del proprio mezzo di comunicazione.
I navigatori e le aziende desiderose di pubblicità non sono infinite come gli indirizzi url! (Anche se volendo essere pignoli non possono esistere infinite pagine web senza infiniti creatori di esse.) Resta comunque il fatto inconfutabile che il mondo di Internet è per sua natura molto dispersivo e per un azienda un banner (potenzialmente visibile da tutto il mondo) non è attraente come un spot radiofonico o 30 secondi in prima serata su una rete televisiva.
In Italia sappiamo benissimo quali sono le potenzialità attuali della pubblicità nei vari media, che non sono sicuramente quelle degli ipertecnologici States. Da noi l'agenda è dettata dalla regina tv. Internet spesso non è altro che una cassa di risonanza per i più popolari programmi televisivi, come dimostra il fatto che nel portale italiano di YouTube i video più visti sono sempre spezzoni di Uomini e Donne, Amici e simili... I blogger più famosi sono non di rado personaggi già affermati in TV. La televisione ha invece al contrario il potere di rendere noti al grande pubblico certi siti web.
Nel nostro Paese c'è sicuramente la consapevolezza che le potenzialità (pubblicitarie) di internet non sono ancora ai livelli americani, altrimenti non si spiegherebbe perchè gran parte della popolazione è preoccupata e ossessionata dal fatto che una persona sola possieda quasi tutta la tv privata che conta. E la situazione è talmente nota che non è necessario nemmeno nominare la persona in questione.
Tutto ciò dimostra che non è detto che un giorno si troverà la soluzione per fare facili guadagni grazie a Internet. Molto probabilmente quest'ultimo verrà sfruttato meglio, ma i vari media continueranno a convivere come è sempre successo nella storia della comunicazione, svolgendo funzioni diversificate e complementari.
.jpg)
