mercoledì 17 giugno 2009

Il futuro delle news on-line

Ogni giorno spuntano articoli, interviste, post in cui esperti del settore dicono la loro sul futuro del giornalismo. Il punto centrale della questione è il modello di business da adottare.

Una cosa sola è certa: questo modello non si è ancora trovato e non è ancora possibile immaginare cosa accadrà in futuro.

In questi giorni il sito PeaceReporter ha realizzato uno speciale interessante sull'argomento. Viene analizzata in lungo e in largo la problematica situazione attuale.

Una soluzione auspicabile per le news sul web sono i micropagamenti. Gli utenti di internet, abituati a navigare gratis, difficilmente si lascieranno però convincere da questo compromesso. Ci sono altre strade percorribili. Una di queste consiste nel costituire una community composta dai lettori della testata, imitando il modello dei social network. In questo modo si potrebbe attrarre più pubblicità.

Gli editori sono divisi sul tema delle news gratis o a pagamento. I giornalisti USA, invece, sono sicuramente uniti nel difendere la loro categoria. Quasi tutti sono ostili alla diffusione delle notizie on-line gratuite. Ci sarà sempre bisogno, dicono, di un giornalismo di qualità e bisogna trovare la via giusta per garantire professionalità e affidabilità.

Lo "squalo" Rupert Murdoch, dal canto suo, adesso punta sulla vendita delle news pay per view. "È ovvio che si deve far pagare per i contenuti sul web, come mostra l'esperienza del Wall Street Journal", sostiene Murdoch. Sembra quindi che il tycoon australiano voglia portare avanti questa crociata. A breve i quotidiani del suo gruppo andranno online in versione pay-per-view.

Nel frattempo Michael Kinsley ripropone sul Washington Post il possibile intervento di Fondazioni non-profit per affrontare la crisi dei quotidiani su carta. Kinsley ricorda che un tempo molti dei grandi giornali Usa facevano capo a ‘’grandi personaggi o famiglie’’ che li hanno poi ceduti a gruppi e catene editoriali. Il noto giornalista propone un ritorno a un modello simile. Una proposta a mio parere molto triste e comunque difficilmente accettabile.

Come sarà il mondo dell'informazione del futuro? "Lo scopriremo solo vivendo" direbbe il grande Lucio Battisti. "Chi vivrà, vedrà" replicherebbe Rino Gaetano.

sabato 13 giugno 2009

Facebook non è più re dei social network

Pensavate che Facebook fosse il social network più frequentato del web? Non è più così. La palma d'oro va a QQ, il social network preferito in Cina, con i suoi 300 milioni di utenti.

Questo è uno dei dati più importanti che emerge dalla interessante ricerca di un blogger italiano, Vincenzo Cosenza, che ha pubblicato sul suo Vincos Blog la mappa mondiale dei social network. Si tratta di un lavoro durato oltre un mese, del quale si era cominciato a vociferare nella rete. A quel punto Cosenza è uscito allo scoperto e il successo della sua fatica è stato giustamente formidabile. Invito tutti a dare un occhiata.

La ricerca evidenzia come l'ormai ex re dei social network, Facebook, sia quello con la maggiore diffusione geografica e domini nel mondo "occidentale", cioè in Europa, Nord-America e Oceania.

Nonostante ciò, il social network n°1 è QQ, grazie alla fama nel Paese più popolato del mondo, la Cina. Spesso si sottovaluta l'influenza mondiale della popolazione cinese (1 miliardo e mezzo di abitanti!) e molti si dimenticano, per esempio, che è il mandarino la lingua più parlata al mondo, e non l'inglese o lo spagnolo. I più attenti si saranno accorti che i gruppi più numerosi su Fb sono proprio in lingua inglese e spagnola.

In molte zone del mondo resistono altri social network. Nel territorio russo ad esempio domina V Kontakte, in India e Brasile c'è Orkut. Si sono assicurati le loro roccaforti anche Hi5, Hives (Paesi Bassi), Mix (Giappone), Maktoob, Friendster, One e molti altri.

Vengono confermati inoltre l'ascesa di Twitter e il crollo di MySpace. Sul sito si può trovare anche una tabella con i primi tre siti per i Paesi più significativi. Sorprende il fatto che in alcuni, come Cina e Russia, Facebook non sia neppure sul podio. Non si vive di solo Facebook!

Insomma, il panorama dei social network è più vario di quello che si possa immaginare. Paese che vai, social network che trovi.

venerdì 12 giugno 2009

Il Nintendo DS a scuola

Dopo l'iPhone all'università, in Giappone arriva il Nintendo DS nelle scuole. Non per giocare, ma come supporto per lo studio e l'interazione con gli altri studenti e gli insegnanti. Si tratta di una versione particolare del DS che si chiamerà Nintendo DS Classroom. Sarà pronta per Febbraio 2010, con vari programmi educativi già installati.

La console, sviluppata dall'azienda di Kyoto e dalla Sharp, utilizza la tecnologia wireless per il traferimento di compiti e materiali di didattici. Per interagire attivamente con lo schermo si utilizza un pennino digitale.

Questa rivoluzione potrebbe sembrare una tipica diavoleria giapponese lontana dalla nostra realtà. Nelle nostre scuole impera ancora il binomio gesso-lavagna e le aule multimediali (dove esistono) sono praticamente inutilizzate. Eppure il progetto "Games in School", prodotto da 31 ministeri dell'Istruzione europei, è stato depositato lo scorso maggio presso il Consiglio di Strasburgo. Un barlume di reale modernizzazione per le scuole del vecchio continente.

martedì 9 giugno 2009

Serracchiani: dal web a Strasburgo

La squallida campagna elettorale che ha preceduto le elezioni è terminata. Ha lasciato il posto ai battibecchi tra politici che minimizzano le proprie sconfitte o esaltano le proprie vittorie.

Ma c'è una vincitrice indiscussa che emerge da queste elezioni europee: la trentottenne Debora Serracchiani, romana di nascita, udinese d'adozione. Qual'è stato il suo segreto? Il web.

La giovane candidata del Pd alle europee del Nord Est ha ottenuto un risultato straordinario in Friuli. Ha battuto addirittura il premier Silvio Berlusconi, in un duello che sembrava perso in partenza, come per Davide contro Golia. La nuova superstar democratica lanciata dal web ha raccolto più preferenze perfino del Cavaliere.

La Serracchiani ha ottenuto molta visibilità a marzo, quando è stata protagonista di un ottimo intervento all'assemblea dei circoli nazionali del Pd a Roma. Il video del suo brillante discorso è stato cliccatissimo nella rete, tanto che il suo successo a spinto Dario Franceschini a candidare l'astro nascente del partito.

Questo grande risultato si spiega con l'aria di novità che ha portato la candidatura della Serracchiani, giovane donna coraggiosa che rispecchia la filosofia del Partito Democratico. Il segretario Franceschini ha sicuramente vinto la sua scommessa ed è per lui una delle poche note positive di queste elezioni.

Ma il segreto di questa vittoria è stato il preziosissimo alleato della Serracchiani: il web. Dopo la popolarità ottenuta grazie al video su YouTube (e simili) del suo famoso discorso romano, la Serracchiani ha dimostrato di credere molto alle potenzialità di Internet. Per ottenere consensi e voti ha utilizzato per esempio il suo curato sito internet e il social network più popolare del momento, Facebook, . Basta dare un occhiata alla sua pagina per rendersi conto dell'exploit.

E i suoi fan su Fb hanno così potuto leggere lunedi mattina il messaggio: "Mi sveglio, un occhio ai dati e... in Friuli Venezia Giulia Debora batte "papi" 73.910 a 64.286".

giovedì 4 giugno 2009

La crisi delle edicole

Basta farsi un giro sul sito www.primaonline.it per capire che quotidiani, settimanali e mensili italiani non se la passano molto bene.

Siamo in periodo di crisi generale, certo, ma questo settore è in difficoltà soprattutto per la concorrenza spietata di internet. Anche se, bisogna ricordarselo, spesso i giornali vengono messi in difficolta dalle proprie versioni digitali, e quindi i guadagni si spostano sul web.

Non è una sorpresa il trend negativo che emerge dai dati di diffusione e vendita dei giornali. Le tabelle mettono chiaramente in evidenza la perdita di lettori dal 2008 al 2009, con alcune eccezioni.

Tra i quotidiani più importanti, suscita preoccupazione il -14% di Repubblica che perde una percentuale doppia di lettori rispetto al Corriere che accusa "solo" un -7%.

Per quanto riguarda la nostra realtà regionale, invece, il Messaggero Veneto regge bene per il momento (-0,6% e -0,3%), mentre il Piccolo è messo un po' peggio (-3,2% e -3,9%). Forse non è un caso che un quotidiano cittadino locale abbia perdite maggiori rispetto ad un quotidiano per molti aspetti simile che però è diffuso in un ampia zona non ancora totalmente servita da internet ad alta velocità.

I giovani in particolare preferiscono il pc all'edicola. Ma una cosa positiva c'è: il -38% e - 54% di Top Girl. Le ragazzine hanno finalmente smesso di perdere tempo con questo insulso giornaletto. Ma molto probabilmente si sono spostate su qualche forum o blog per chiedere consigli sulla loro prima "cotta" e per urlare al mondo quanto sono fighi i Tokio Hotel.

mercoledì 3 giugno 2009

Il poker on-line

Sempre più spesso i quotidiani italiani dedicano ampi spazi al nuovo fenomeno nato negli States: il poker on-line. Puntare soldi veri giocando a poker su internet è diventato legale a settembre del 2008. Dopo solo pochi mesi i numeri di questo business sono diventati impressionanti e i siti come PokerStars stanno facendo affari d'oro in tempo di crisi.

La legalizzazione del gioco on-line ha trovato quindi un mezzo adattissimo alla diffusione della versione più giocata del poker, il Texas Hold'em. Chi è appassionato di questo disciplina sa benissimo però che giocare on-line non è come giocare dal vivo (questa frase vi ricorda niente?). I numerosi siti di poker on-line non "uccideranno" mai il poker dal vivo; anzi, la popolarità del gioco è destinata ad aumentare in maniera esponenziale. In Italia è scoppiata infatti la mania per il tavolo verde, così come è successo negli Usa ormai molti anni fa (il solito ritardo cronico nostrano).

Nel poker digitale la componente matematica e il fattore "fortuna" rimangono intatti, ma si perde gran parte dell'aspetto psicologico. Non si possono studiare i comportamenti degli avversari, carpire i gesti, i tic, quelli che in gergo vengono chiamati "tell". Di sicuro il gioco on-line offre un notevole risparmio di tempo, perchè non ci sono carte da mescolare e chips da riordinare, ma questo vantaggio non è sufficiente a spingere i giocatori ad abbandonare il gioco classico. L'atmosfera che si vive in un torneo dal vivo è impagabile; basti vedere il tifo da stadio che accompagna i giocatori professionisti nelle massime competizioni mondiali.

Spero che abbiate capito la morale della fiaba. Del resto è sempre la stessa: ben vengano i nuovi media e i loro effetti positivi. Le vecchie abitudini potranno cambiare, ma mai scomparire del tutto.