I giornalisti si lamentano della concorrenenza ad armi impari del web... e i "giornalisti" e gli editori dei giornalini pornografici cosa dovrebbero dire allora?Ha sconvolto un po' tutti la notizia che la storica rivista Playboy è in vendita. Ma in realtà non c'è niente di cui sorprendersi. Si tratta solo di un altro settore messo in crisi dalla concorrenza spietata di internet.
In questo caso, probabilmente le possibilità offerte dal web non lasciano davvero speranza ai vecchi giornalini nascosti sotto al letto. Senza addentrarci nei particolari, mi pare evidente che la multimedialità si sposi perfettamente con il culto delle "donnine nude".
Playboy non è solo una rivista. Il marchio del coniglietto si estende a moltissimi campi, ma nonostante questo l'azienda dell'ottantatreenne Hugh Hefner non rende più per colpa del troppo porno gratuito sul web.
C'è da dire che il Playboy ha provato a stare al passo con i tempi, curando molto il suo sito internet. Si saranno resi conto che non si può competere con le possibilità del web, almeno in questo campo, e che l'impero costruito da Hefner prima o poi potrebbe sgretolarsi.
Del resto bisognava cominciare a presagire qualcosa, quando il fondatore di Playboy si era presentato a Sanremo da Bonolis con le sue "conigliette". In periodo di crisi, bisogna turarsi il naso e provare a sopravvivere. Sono tempi duri per chiunque, anche per i vecchietti che vivono in una villa regale insieme a prosperose bionde ventenni.
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